Biancaneve notturna

Biancaneve notturna omaggio a Roberto Roversi

progetto ideato da Elena Di Gioia
drammaturgia e spettacolo Anna Amadori e Maurizio Cardillo per Agorà
con il gruppo di attori e attrici partecipanti al laboratorio: Daniela Bises, Claudia Grazioli, Saverio Mazzoni, Valentina Moles, Paola Montanari, Silvia Presti, Laura Resca, Giovanna Rosso, Erberto Sandon, Angela Sciolla, Marieva Vivarelli, Evelina Volta, Carolina Yerovi, Caterina Zarilli, Emma Zironi
  Biancaneve notturna è un viaggio teatrale nella produzione letteraria di Roberto Roversi, grande poeta civile, di origine pievesi, che illumina la poesia, l’editoria, la musica e il teatro degli anni recenti da una prospettiva di ombra che è frutto di scelta, consapevolezza e tenacia. Un ‘maestro dell’ombra’ da ri-svelare in uno spettacolo che compone e scompone, come un prisma di luce, i suoi testi, dalla poesie ai saggi, nelle stanze del Palazzo della città di Pieve di Cento, dal foyer del Teatro fin dentro al Teatro Zeppilli, alla sala del Consiglio, attraverso lo scalone: un luogo – simbolo di un’intera comunità che si riempie delle parole vertiginose di Roversi, affidate ai corpi e alle voci di un gruppo di attori e attrici “per passione e attaccamento”, sotto la guida di due importanti artisti: Anna Amadori e Maurizio Cardillo. Un progetto di Agorà per una voce unica della poesia e della parola. Un ringraziamento speciale a “Officina Roversi”.    

Note di drammaturgia e regia

Il 4 e il 5 maggio Biancaneve Notturna incontrerà il suo pubblico. Lo spettacolo arriva dopo un consueto periodo di preparazione. Eppure sembra a noi di aver attraversato tutta una vita. In fondo è così e – come ogni racconto di vita sembra non finire mai perché la vita di ognuno può essere raccontata in infiniti modi, tutti differenti, – per noi la sensazione è che potremmo continuare ancora per molto ad addentrarci nella produzione letteraria di Roberto Roversi. Non solo perché è ricchissima, incatalogabile e frastornante ma soprattutto perché è intrecciata e sovrapposta alla sua vita e continuamente rimanda all’esperienza esistenziale, sociale e politica dello scrittore pievese, alla sua memoria del passato e al suo bruciante desiderio di futuro. Abbiamo, arbitrariamente ma senza tentennamenti, scelto la strada di far rivivere Roberto Roversi nelle parole delle sue opere, tenendoci lontano dalla narrazione biografica e assecondando il suo gioco sottile, da una parte, di mimetizzarsi dietro le tante voci e i tanti personaggi delle sue poesie e dei suoi racconti e, dall’altra, di parlare in prima persona con l’innocenza, il coraggio e la durezza del giovane che mai si arrende all’acquiescenza, al compromesso. E abbiamo scelto questa strada, della reviviscenza dell’uomo nelle sue parole, perché era l’unica che avrebbe reso ragione del luogo dove Biancaneve notturna si presenterà. Per Roberto Roversi, Pieve di Cento è luogo di nascita e di continuo ritorno, di meditazione e lontananza dal tumulto e il Palazzo Municipale accoglie con dolcezza materna questa reviviscenza, la salva dal rischio di elegia e le nega ogni tentazione agiografica: è un luogo storico di orgoglio cittadino e nello stesso tempo di amministrazione del presente e di gestione del futuro, è vivo, perché ha un passato, un presente, un futuro, è in movimento continuo, come la canapa attraversata dal vento. Così, gli attori che daranno vita a questa Biancaneve Notturna sono vivissimi e attenti, sinceri e scabri, coraggiosi e pudici, un po’ simili anche loro in questo a Roberto Roversi, più contemporaneo dei contemporanei, più sincero dei sinceri nel prendere su sé la verità evidente da sempre: che arte e vita sono una indissolubile dall’altra, nutrendosi a vicenda, tracimando continuamente l’una nell’altra, cancellando le tracce reciproche. Speriamo che dello scrittore di poesie, testi teatrali, romanzi, racconti, canzoni, stralci su diari scolastici, saggi, articoli, etc etc., dell’intellettuale coraggioso e dell’uomo gentile, aperto, libero, Biancaneve Notturna tracci la scia brillante del suo passaggio fra noi. La voce magmatica della sua opera- ora densa, ruvida, ora aerea, leggerissima -, si manifesta nei corpi e nelle presenze degli attori e delle attrici, in un dipanarsi di apparizioni lungo il percorso del Palazzo; i temi della sua poetica si addensano attorno ad alcune stazioni, in ognuna delle quali i visitatori sono chiamati a costruire, insieme agli attori, lo spazio magico e al contempo fervidamente sociale del silenzio, della memoria, della scrittura come necessità etica, vitale. E del futuro come aspirazione alla bellezza.

Anna Amadori e Maurizio Cardillo

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