I Girasoli

I Girasoli (Les Tournesols)

di Fabrice Melquiot
lettura scenica a cura di Anna Amadori
con Anna Amadori, Consuelo Battiston, Marina Occhionero, Giuliana Bianca Vigogna
assistenza Nella Califano
traduzione a cura del Dipartimento di Interpretazione e Traduzione Università di Bologna
(Federica Pambianchi, Beatrice Sterza, Marina Galli , Cristiano Schirano, Filomena Ilaria Laurenza)
con il coordinamento delle prof.sse Licia Reggiani e Marie Line Zucchiatti 
direttore tecnico Alessandro Amato
immagine opera di Eva Robin’s per gentile concessione
un ringraziamento a Clément Paulet 
produzione Liberty in collaborazione con Stagione Agorà e Unione Reno Galliera
con il contributo di Alliance Française di Bologna
Sarà presente l’autore Fabrice Melquiot

venerdì 10 maggio 2019, ore 21
VILLA ZARRI – Castel Maggiore (Bologna)
Stagione teatrale Agorà

Quattro donne si fronteggiano ne I Girasoli: una madre e tre figlie.
Sono in guerra. La casa è la trincea e il nemico è fuori, è il mondo pieno di insidie mortali, soprattutto di sesso maschile. La strategia di Violet, la madre, è primitiva: starsene chiuse e resistere come un corpo unico. L’obiettivo è la salvezza delle figlie amatissime e del senso della sua vita. Ma la falange disarmata di femmine si sgretola a poco a poco e la lotta diventa tutta interna e fantastica. Le armi sono piatti di pasta immangiabile, brindisi alla chirurgia plastica e alle speranze bandite, vaticini on-line dalle 8 alle 12 e disegni di angeli, incontri fulminei di sesso e collezioni d’insetti, sedute di analisi e canzoni incomprensibili, domande e domande, crolli e euforie, sangue e vino rosso, ansiolitici e morte…La guerra ha il suo esito, la trincea si smobilita, il prezzo è alto e per ognuna diverso. Volteggia sulla pace deserta il sorriso amoroso di chi dipinge gli angeli.

Ne I Girasoli, tradotto appositamente in italiano per la prima volta, ritroviamo il talento dell’autore teatrale francese Fabrice Melquiot di lavorare sul quotidiano tanto profondamente da portarlo alla dimensione del fantastico e dell’eroico con l’abilità di far coincidere comico e tragico e sovrapporli come specchi riflessi.
La lingua arriva con l’immediatezza dei sensi, moltiplica le immagini delle figure come fa la luce sulle pietre preziose e sporche.
“C’è una pièce nascosta sotto la pièce: La casa di Bernarda Alba di Lorca. Queste donne
asserragliate, ossessive, rigide, violente, assillate dal “fuori” ma recluse, che nel mondo sembrano apparizioni ma leggono il presente con l’acutezza di rapaci in attesa. Al tempo di nuovi femminismi, indago una comunanza di donne oggi – una madre e tre figlie- osservo la torsione del desiderio finire in dolore, la solitudine in isolamento, l’amore in fardello. I paesaggi interiori mi interessano se disegnano una mappa politica. Il tema è la lotta del dominio e dell’affrancamento, il dialogo in urto fra la rinuncia e il desiderio, fra la giovinezza con il cuore in tumulto e il mondo che la trattiene per i capelli. C’è ne Les Tournesols un’ingiuria al presente; una protesta, un grido di collera e pericolo, un tentativo di riprendere lo slancio.” Fabrice Melquiot

Les Tournesols è uno delle opere più recenti di Fabrice Melquiot, autore ancora poco noto in Italia, che si sta imponendo sempre più nel panorama drammaturgico internazionale per la qualità di scrittura, per la pregnanza delle storie e la densità dei personaggi, per la sensibilità immersa nel presente e da esso nutrita, per l’originalità della concezione del teatro e della sua parola. La lettura scenica de Les Tournesols , appositamente tradotto e presentato per la prima volta al pubblico italiano con il titolo de I Girasoli, continua il dialogo artistico iniziato nel 2102 con Anna Amadori in Focus Melquiot con Anna Amadori progetto di spettacoli e incontri a Bologna e Forlì – ideato e curato da Elena Di Gioia nell’ambito di Face à Face – Parole di Francia per Scene d’Italia- che ha visto fra i suoi eventi il debutto in prima nazionale de L’Inatteso, tradotto anche in questa occasione dagli studenti del Dipartimento di interpretazione e traduzione dell’Università di Bologna e poi pubblicato in un volume edito da Editoria & Spettacolo, 2014, in seguito alla produzione dello spettacolo teatrale.

Agorà è la stagione teatrale con la direzione artistica di Elena Di Gioia, promossa dalla Unione Reno Galliera realizzata con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e prodotta dall’Associazione culturale Liberty www.associazioneliberty.it
Fabrice Melquiot (1972) drammaturgo della scena contemporanea francese. Dopo una formazione d’attore, lavora nella Compagnie des Millefontaines, diretta da Emmanuel Demarcy-Mota. Allo stesso tempo scrive. Nel 1998 sono pubblicati i suoi primi testi per bambini sull’Ecole des loisirs e diffusi su France Culture. Le jardin de Beamon, ha vinto nel 1998 il Premio Paul Gilson. Autore di una ventina di testi pubblicati da L’Ecole des Loisirs e dalle Editions de l’Arche, fra i quali: Les petits mélancoliques, Perlino Comment, Percolateur Blues. Perlino Comment (2001) inaugura la raccolta del Théâtre Jeunesse de l’Arche editore, segue Bouli Miro (2002), sotto la regia di Patrice Douchet, selezionato dalla Comédie Française nel dicembre 2003. Nel 2002, Emmanuel emarcy-Mota mette in scena due suoi testi: L’inattendu e Le diable en partage. Per quest’ultimo Fabrice Melquiot vede assegnarsi il premio SACD per la miglior pièce radiofonica, il premio Jean-Jacques Gauthier del Figaro e due premi del Syndicat National de la Critique come migliore opera teatrale in lingua francese e rivelazione dell’anno. Nel 2008 ha ricevuto il Prix Théâtre de l’Académie Française per l’insieme della sua opera. I suoi testi sono tradotti in diverse lingue (tedesco, spagnolo, italiano e russo) e rappresentati a livello internazionale. Dal 2012 è direttore del teatro Am Stram Gram a Ginevra.
www.fabricemelquiot.fr
Anna Amadori si laurea con Claudio Meldolesi, si forma alla Scuola di Teatro di Bologna e con D. De Fazio, P. Gaulier, C. Smith. Lavora con Teatro Valdoca, Lenz Rifrazioni, Marco Baliani, Claudio Morganti, Letizia Quintavalla, Andrea Adriatico. Fonda e dirige, con Fulvio Ianneo, Teatro Reon. Nel 2008 inizia un proprio lavoro di scrittura e regia (Wonderwoman si è trasferita da Bassure di Herta Muller, L’inatteso di Fabrice Melquiot). Gli spettacoli più recenti portano la firma di Andrea Adriatico: Jackie e le altre (2014) Un pezzo per Sport, ambedue da E.Jelineck, Is,is Oil (2015) da Petrolio di P.P.Pasolini. Nel 2015/2016 collabora con Deflorian/Tagliarini. Nel 2017 è in Delitto e castigo, regia di Kostantin Bogomolov, realizza Rosa Conchiglia, dedicato a Anais Nin, di Magdalena Barile. Nel 2018, riprende Delitto e Castigo per la tournèe italiana, cura con Maurizio Cardillo la drammaturgia e la regia di Biancaneve Notturna, progetto di Elena Di Gioia dedicato a Roberto Roversi.
Consuelo Battiston si forma nei corsi di formazione superiore dell’attore Zampanò (Santarcangelo dei teatri/ERT) ed Epidemie (Ravenna Teatro/ERT). Partecipa a laboratori con Claudia Contin, Ferruccio Merisi e Alfonso Santagata. Le prime esperienze lavorative avvengono con Molinorosenkranz, Davide Iodice e Roysten Abel, Capotrave e Teatro delle Albe. Nel 2005 fonda Menoventi, di cui è attrice-autrice (In Festa, InvisibilMente, Semiramis, Postilla, Perdere la faccia, L’uomo della sabbia, Credi ai tuoi occhi, ASCOLTATE! Cartoline a Roma, ASCOLTATE! Romagna Relax e Docile) Progetta e conduce per la compagnia i laboratori del percorso di formazione Meme per adulti e ragazzi. Dal 2014 collabora nella produzione italo-francese Survivre di Pardès rimonim/Menoventi. Nel 2016 è attice in We Need Money di Fanny & Alexander e nel 2018 in Macbetto o la chimica della materia di Roberto Magnani. Ha collaborato nel percorso fotografico di Enrico Fedrigoli, I am not what I am.
Marina Occhionero nasce ad Asti, si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma e si perfeziona al Conservatoire d’Art Dramatique di Parigi. Lavora in teatro in Riccardo III e La Cerimonia, diretta da Oscar de Summa, nella ripresa di In Cerca d’autore di Luca Ronconi e in Tempi Nuovi di Cristina Comencini . La prima esperienza con la telecamera è Fuori sede, cortometraggio diretto da Sergio Rubini; subito dopo esordisce come protagonista nel film L’età imperfetta di Ulisse Lendaro, è nel cast dei film: La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, al fianco di Toni Servillo; In Viaggio con Adele, opera prima di Alessandro Capitani; Il primo Re di Matteo Rovere; Genitori Quasi Perfetti di Laura Chiossone, entrambi in uscita nel 2019. Nella stagione teatrale 2018/19 è in tournée con: Lettere a Nour, regia di Giorgio Sangati con Franco Branciaroli; Per il tuo bene regia di Pier Lorenzo Pisano.
Giuliana Bianca Vigogna si diploma all’Accademia d’arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma nel 2014. Dopo il diploma frequenta il corso di perfezionamento per attori al Centro Teatrale Santacristina e in quello stesso anno viene scelta da Antonio Latella per il corso di alta formazione promosso da ERT che culmina con lo spettacolo Santa Estasi, vincitore di 2 premi UBU nel 2016. Nel 2017 fa parte del cast de Il Libro di Giobbe per la regia di Pietro Babina e Borderline, regia di Rosario Mastrota. Nel 2018 interpreta Daphne in Aminta di Torquato Tasso per la regia di Antonio Latella e nel 2019 viene diretta da Leonardo Lidi nello spettacolo Il dito.

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